Come la temperatura interagisce con il corpo e come sfruttarla in caso di dolore.

Molto spesso, capitano pazienti che in situazioni di dolore non intervengono nell’immediato per paura di sbagliare. Basta capire la logica che c’è dietro l’applicazione del caldo o del freddo per avere una linea guida abbastanza affidabile, se supportata da un minimo di accortezze.

Prima regola fondamentale: non nuocere, quindi anche se il ragionamento logico è perfetto ma il dolore sembra aumentare in relazione all’applicazione, interrompere subito!

Il freddo va interagire col corpo su due sistemi: sul sistema vascolare e sul sistema nervoso, per cui è utile nei casi in cui si vuole diminuire l’apporto di sangue e anestetizzare una regione superficiale.

Il ghiaccio nelle prime 24-48 ore da un trauma (esempio una distorsione o una caduta), applicato ad intervalli di 20 minuti, aiuta ad evitare che la zona si gonfi eccessivamente e fa sì che le informazioni dolorose portate al cervello siano attenuate.

Il calore agisce in maniera opposta: aumenta l’apporto di sangue, di conseguenza incrementa lo scambio cellulare, portando tutti i preziosi elementi nutritivi (primo tra cui l’ossigeno) e favorisce inoltre lo smaltimento dei cataboliti.

La borsa dell’acqua calda può essere d’aiuto in casi di lombalgia (mal di schiena o colpo della strega) o contrattura muscolare o rigidità.

Queste informazioni servono per aiutarvi nella prima gestione dell’insorgenza del dolore è ovvio che è da considerarsi come rimedio temporaneo per poi procedere con un’indagine medica accurata che ne determini la causa.